Il Progetto

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Abbiamo deciso di collaborare con il museo archeologico civico di Penne, la nostra città. Questo progetto ha come obiettivo principale quello di aiutare il museo ad aumentare le visite e di rendere la visita più divertente ed educativa. Tutto questo grazie al NAO che, a seconda dell’età dei visitatori, proporrà due diversi stili di visita. Se a visitare il museo saranno dei bambini, verranno applicati ad alcuni oggetti il NAO-mark, quest’ultimo sarà fondamentale per far riconoscere al robot un determinato oggetto e quindi dar inizio a una caccia al tesoro. Il NAO infatti farà degli indovinelli e i bambini dovranno cercare l’oggetto e il NAO-mark associato. Quest’ultimo andrà portato al NAO che dirà se i bambini hanno indovinato l’oggetto oppure no. Per i più grandi invece il NAO farà una visita guidata dove accompagnerà i visitatori, farà dei quiz e dirà delle curiosità inerenti alle stanze in cui si trova in quel momento. Con questo progetto noi vogliamo rendere la visita al museo più dinamica e cercheremo di far scoprire le bellezze antiche di Penne.


La Squadra

La nostra squadra è composta da otto membri, è stata formata in base a rapporti di amicizia e interessi comuni, i membri della squadra sono: Lupinetti Marco, il capo gruppo, che insieme a Giancaterino Francesco, Mattia Di Norscia e Thomas Marinucci fa parte del gruppo che si è occupato dell’ideazione del ruolo del NAO e dell’idea che farà rivalutare il museo; Antonio Rosa è il video maker, quindi si è occupato della creazione dei due video e poi ci sono Paolo Tranquilli, Luca D’Aurelio e Di Zio Lorenzo che hanno ideato e creato la brand identity. La squadra è molto compatta e risoluta, e sarà ancora più unita quando si dovrà programmare il NAO, ciò richiederà la collaborazione di ogni membro della squadra questo perché ognuno è indispensabile per fare in modo che il lavoro venga concluso al meglio.


La Brand Identity

Grazie ai video di spiegazione sul sito della NAO Challenge ci siamo divisi i compiti e siamo riusciti a creare una brandy identity che era un pezzo fondamentale del lavoro. Per realizzarla ci siamo incontrati e abbiamo buttato giù diverse idee facendo parecchie prove al computer per vedere e testare come fosse il progetto, fino a quando non siamo riusciti a centrare l’obiettivo e creare la brandy identity. È stato difficile ma allo stesso tempo piacevole soprattutto perché alla fine abbiamo visto che il duro lavoro ha dato i suoi frutti.


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Il Diario